Correva l’anno 2018 quando l’allora presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ebbe quella che venne presentata come un’idea innovativa, cioè, attribuire agli autisti delle linee Cotral la qualifica di polizia amministrativa, e quindi, di fatto, lo status di pubblico ufficiale, per contrastare l’abusivismo e l’evasione tariffaria nel trasporto pubblico regionale, tema ancora molto attuale.

Ora, a distanza di otto anni arriva un’altra iniziativa, questa volta più a sud e destinata a far discutere. Lo scenario si sposta in Sicilia, dove tra i promotori figurano il presidente di AMAT, Giuseppe Mistretta, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale di Palermo, e la stessa amministrazione comunale. Un’idea che, almeno nelle intenzioni, punta ancora una volta a rafforzare il controllo e il rispetto delle regole nel trasporto pubblico. Resta naturalmente da capire quali saranno gli effetti concreti e, soprattutto, quale impatto avrà sul lavoro quotidiano degli autisti.

Hayden AI per gli autobus di AMAT Palermo

Di cosa si tratta? Presto detto: utilizzare telecamere a bordo dei bus e intelligenza artificiale per punire i trasgressori del codice della strada. Infatti, non solo a Palermo, una delle piaghe più diffuse nelle città italiane è la sosta selvaggia che crea difficoltà di gestione del servizio con un impatto pesante sulle condizioni psicofisiche dei conducenti.

Il Comune di Palermo ha avviato una sperimentazione con Hayden AI, società statunitense, specializzata in tecnologie di intelligenza artificiale per il trasporto pubblico e la mobilità urbana. Per 90 giorni il sistema sarà installato su alcuni autobus AMAT con l’obiettivo di individuare e documentare le violazioni che ostacolano il servizio, in particolare la sosta in doppia fila e l’occupazione delle corsie preferenziali.

Il progetto pilota, autorizzato dalla Giunta comunale, interesserà inizialmente le linee 104 e 806. Le telecamere di bordo rileveranno automaticamente i veicoli che intralciano il passaggio degli autobus, raccogliendo dati utili alle verifiche delle autorità competenti. Nella prima fase saranno elaborati report statistici e saranno inoltrate comunicazioni ai proprietari dei veicoli individuati. La sperimentazione non comporterà costi per il Comune e consentirà di raccogliere dati oggettivi sulle zone, sugli orari e sulla frequenza delle infrazioni. I risultati serviranno inoltre a valutare l’efficacia del sistema, una possibile omologazione e l’eventuale integrazione con gli strumenti già in uso alla Polizia Municipale.

Un’idea rivoluzionaria, che fa discutere

Basta osservare il traffico quotidiano per rendersi conto di come, negli ultimi anni, l’attenzione alla guida e il rispetto delle regole siano progressivamente diminuiti. Molte infrazioni continuano a rimanere prive di conseguenze e, solo la velocità, è tra le violazioni più facilmente rilevabili e sanzionabili grazie ai sistemi automatici sul territorio, mentre, strumenti capaci di documentare altri comportamenti illeciti, soprattutto in assenza di agenti, sono ancora relativamente poco diffusi.

In quest’ottica, l’iniziativa di Palermo potrebbe rappresentare un caso di studio da estendere ad altre città e, perché no, anche al settore dei bus turistici, spesso testimoni di soste irregolari e comportamenti pericolosi che ostacolano la circolazione. Per riuscirci serviranno risorse, volontà politica e il coinvolgimento delle associazioni di categoria, con l’obiettivo di realizzare uno strumento che non sia soltanto repressivo, ma soprattutto educativo, capace di favorire una maggiore convivenza civile sulle strade.

di Gianluca Celentano

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