MAN Lion’s Intercity LE. Le versioni da 12 e 13 metri saranno disponibili nel 2022, nel 2023 arriverà sul mercato l’ibrido leggero, sulla base della consolidata tecnologia EfficientHybrid. Nel 2024 sarà il turno del tre assi. Costruita in Turchia, la nuova gamma MAN Lion’s Intercity LE strizza l’occhio anche ai servizi urbani: in programma c’è una versione ‘city-oriented’ caratterizzata dall’assenza di podesti nella parte anteriore. Sotto il cofano batte naturalmente il nove litri sei cilindri D15, che ora muove tutti i Classe I e Classe II del Leone, avendo di fatto soppiantato quel D08 che era rimasto ormai soltanto sull’Intercity.

MAN Lion’s Intercity LE, le caratteristiche

A caratterizzare il progetto del MAN Lion’s Intercity LE è la piattaforma ottenuta, con approccio modulare, combinando la parte posteriore del Lion’s Intercity con la parte anteriore, ribassata, della gamma urbana. Il lancio del MAN Lion’s Intercity Le, esteticamente improntato al medesimo design ‘Smart edge’ che caratterizza tanto il coach quanto la nuova gamma urbana,​​ comporta il phase out di tre gamme: oltre alla gamma Le, sono destinati ad uscire di scena entro fine 2022 anche il Lion’s City Ü (A 20) e il Lion’s City Le (A 78). MAN ha definito una roadmap ben precisa: il debutto del MAN Lion’s Intercity LE si tradurrà nel lancio delle versioni da 12,44 e 13,14 metri in programma per inizio 2022. L’anno successivo sarà il turno dell’opzione mild hybrid, e anche dell’ingresso sul mercato delle versioni ‘tagliate’ per i servizi urbani (32 C e 33 C).

MAN Lion’s Intercity LE, tre lunghezze

Il MAN Lion’s Intercity LE 14 a tre assi da 14,46 m di lunghezza, in ‘veste’ urbana ed interurbana (34 C e 44 C) seguirà nel 2024, quando l’intero sestetto di configurazioni sarà ormai disponibile sul mercato. La gamma ‘city oriented’ e quella ‘intercity oriented’ naturalmente differiscono anche per la gommatura: 275/70 R22,5 per la prima, così da consentire un’altezza di accesso di 320 millimetri; 295/80 R 22,5 per la seconda (altezza di accesso 380 mm). Capacità? 102 passeggeri sul 13 metri Classe II (94 sul dodecametrico qui presentato, di cui 49 seduti), 107 sull’omologo Classe I (dove sono montate almeno dieci sedute in meno). L’intercity 3 assi arriva a 115 passeggeri. Soggetta alla discrezione del cliente la scelta di mancorrenti al tetto o cappelliere aperte o chiuse (quelle adottate nella versione presentata in queste pagine, con tanto di service set).

MAN Lion's Intercity LE

Gli interni del MAN Lion’s Intercity LE

I sedili utilizzati dal MAN Lion’s Intercity LE sono del tipo Man Intercity Basic, con cinture di sicurezza a richiesta (due o tre punti). Tre tipologie di sedili sono a disposizione sulla versione ‘cittadina’. Per quanto concerne le porte, lo standard per l’interurbano è costituito da porte rototraslanti esterne (una anta sull’anteriore, due la centrale). Le porte a scorrimento interno a due ante sono la base per la versione urbana. Sul tre assi la terza porta è di serie. Come menzionato in apertura, a differenziare la versione cittadina è l’assenza di podesti e l’ancoraggio dei sedili in modalità cantilever, a tutto beneficio della facilità di pulizia. La luminosità interna è rigorosamente led in tonalità bianco caldo. Disponibile su richiesta un’illuminazione ‘rafforzata’ da 100 Lux. Luci di marcia diurne e posteriori sono Led (su richiesta, anche i fari anteriori possono essere forniti con questa tecnologia). 

Il capitolo ‘climatizzazione’ ha assunto centralità durante la congiuntura Covid, in virtù delle implicazioni di sicurezza e abbattimento del rischio consentite dal ricircolo dell’aria e dall’utilizzo di sistemi filtranti. Tutti i costruttori hanno dovuto per forza di cose adeguarsi a un contesto in mutamento, e Man non fa eccezione: sono disponibili di serie i filtri Man Original, impreziositi da tre strati antivirali. È naturalmente prevista una separazione della postazione di guida in vetro temperato o in policarbonato.

La meccanica

Sotto il cofano del MAN Lion’s Intercity LE lavora, ora, il 9 litri a sei cilindri D15 già montato sulla gamma urbana. Tre i livelli di potenza: 280 (solo per il due assi), 330 e 360 cavalli, con 1.600 Nm di coppia massima. Cifra essenziale del propulsore, lanciato nel 2018, è il sistema di iniezione common rail che funziona a pressione di 2.500 bar. Nel 2023 sarà possibile montare anche il modulo Efficient Hybrid da 12 kW con 40 Wh di capacità di stoccaggio in supercaps, che garantisce avvio e arresto alle fermate in modalità silenziosa (oltre ad alimentare il sistema elettrico di bordo grazie all’energia immagazzinata durante le frenate). La funzione ‘boost’ garantisce un plus di 220 Nm in partenza. Doppia scelta a disposizione per il cambio, con il manuale che esce di scena: Voith Diwa.6 o Zf Ecolife 2, rispettivamente a quattro e sei marce. 

Il peso del successo

Da Monaco di Baviera mettono l’accento sulla leggerezza: «Il peso finale delle varianti interurbane che entreranno in servizio nel 2022 è di 11,7 tonnellate (42 C) o 12 tonnellate (43 C), quindi inferiore al peso dei modelli equivalenti della concorrenza», garantiscono i tecnici Man. Merito principalmente del tetto a sandwich realizzato in materiali compositi (attinto dal Lion’s City). Coi suoi 150 chili, risulta un quarto più leggero rispetto a un tetto di acciaio. Vi concorrono anche l’eliminazione di profili in acciaio, l’impiego di fiancate segmentate in plastica (disponibili come optional: sono quelle dell’urbano) e l’adozione di plastica rinforzata in fibra di vetro come materiale costruttivo di componenti come portello del vano motore e sportello centrale.

Il capitolo ‘climatizzazione’ ha assunto centralità durante la congiuntura Covid, in virtù delle implicazioni di sicurezza e abbattimento del rischio consentite dal ricircolo dell’aria e dall’utilizzo di sistemi filtranti. Tutti i costruttori hanno dovuto per forza di cose adeguarsi a un contesto in mutamento, e Man non fa eccezione: sono disponibili di serie i filtri Man Original, impreziositi da tre strati antivirali. È naturalmente prevista una separazione della postazione di guida in vetro temperato o in policarbonato. Il riscaldamento è garantito dall’azione combinata di convettori e ventole, con possibilità di aggiungere un impianto supplementare da 30 kW alimentato a gasolio. Alla climatizzazione presiedono lo Spheros Revo320 (con 32 kW di potenza raffrescante) o il Konvekta da 40 kW. Il sistema di climatizzazione per il posto guida prevede una potenza refrigerante di 7,5 kW e calorifica di 19. Alla voce ‘novità’ figura il sensore di qualità dell’aria, che passa automaticamente alla modalità di ricircolo dell’aria interna quando quella esterna risulta non ottimale.

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