Citymood 12e. Sul layout del Citymood a gas è nato il primo 12 metri elettrico di casa Industria Italiana Autobus. Il partner per le batterie è la stessa Akasol che rifornisce dei big come Mercedes e Volvo, al motore c’è Siemens.  L’ossatura è la solita degli antesignani a Cng ed Lng, con la differenza che l’ingombro al tetto, che nei ‘bombolati’ insiste sulla parte anteriore, nell’elettrico si prolunga per tutta la lunghezza dell’autobus, pur vantando una sporgenza meno pronunciata. Uno sguardo agli ingombri: l’altezza massima cala rispetto ad entrambe le varianti gas-powered (3.250 millimetri versus i 3.450 dell’Lng e i 3.380 del Cng)

Il mezzo è stato frutto di una lunga gestazione. Correva l’anno 2016 e l’azienda si era presentata in riviera forte di una collaborazione con Rampini, il cui logo svettava sul frontale dell’E120. Sono passati cinque anni, la tecnologia si è affinata (anche se estetica e motore rimangono sostanzialmente i medesimi) ed ecco «il primo autobus elettrico da 12 metri realizzato in Italia» uscire dallo stabilimento di Flumeri durante una cerimonia in pompa magna partecipata addirittura dal ministro degli esteri Luigi Di Maio (che tanto si spese due anni fa, in qualità di ministro del lavoro, per le sorti di Industria Italiana Autobus). 

Citymood 12e, le dimensioni

Il Citymood 12e si è presentato al pubblico in versione da 12.100 millimetri mossa da motore a magneti permanenti firmato Siemens. Una scelta, quella del motore centrale in luogo dei pure gettonatissimi propulsori calettati ai mozzi, che in Industria Italiana Autobus motivano con ragioni di efficienza energetica. Sta di fatto che la macchina elettrica sviluppa un massimo di 230 kW, e una potenza continua di 160 kW, per una coppia massima di 3.000 Nm. Tutte al tetto le batterie, approfittando della struttura rinforzata realizzata per ospitare le bombole di gas. Qui la firma è quella dei tedeschi di Akasol, e la capacità standard è di 330 kWh, garantita dalla presenza di dieci moduli con 33 kWh di capacità ciascuno. Trattasi, nello specifico, del modello Akasystem Oem 50 Prc a base di ioni di litio con nickel, manganese e cobalto, che da un annetto ha sostituito nel listino Akasol la precedente gamma Oem Prc, in grado di stoccare 25 kWh per modulo nel medesimo spazio (1.700 x 700 x 150 millimetri) e peso (250 kg). Facendo un rapido conto, sul tetto insistono oltre 2,5 ton di batterie. Ha fatto passi da gigante, insomma, la densità energetica, valore spesso trascurato in favore di ubriacature di kilowattora ma che, più di ogni altro, fornisce il biglietto da visita di un modello di batteria. I moduli montati da IIA, che, per inciso, sono gli stessi montati di serie sull’eCitaro di Mercedes e sulla gamma 7900 Electric di Volvo, presentano un valore di 132 Wh/kg, tra i più alti nella categoria per quanto concerne la formula Nmc.

Citymood 12e

Citymood 12e, gli interni

Apprezzabile la scelta di eliminare l’ingombro della torre motore sul posteriore, unica vera differenza strutturale con le versioni ‘gassose’ (fatta eccezione per il capitolo tetto, già menzionato). Una decisione che si traduce in un deciso upgrade di luminosità all’interno dell’abitacolo. Belli gli interni del Citymood 12e, che nella versione vista a margine della cerimonia di Flumeri prevede sedili Ruspa City Pro montati a cantilever, di un pregevole giallo acceso. Una novità: sull’Lng si erano visti sedili Lazzerini. Ampia, in ogni caso, la possibilità di personalizzazione: i sedili imbottiti sono opzionali, così come le prese usb sui mancorrenti. Al posto guida trova posto un sedile in tessuto con regolazione pneumatica automatica. Su richiesta, la cabina autista può essere completamente separata dal resto dell’abitacolo.

Autobus elettrico autoportante

La scocca del Citymood 12e, autoportante, è in acciaio e di tipologia a traliccio tubolare. È rivestita con pannelli di alluminio verniciato. Presenti inoltre inserti in vetroresina su testate e pannelli in corrispondenza dell’arco ruota. L’assemblaggio avviene tramite l’unione di scocca, pianale, fiancate e padiglione, traducendosi così in un’unica ossatura. A completare il tutto, ecco il trattamento anticorrosione realizzato nelle vasche dello stabilimento irpino. La firma Zf campeggia sugli assali del Citymood 12e: Rl 82 Ec a ruote indipendenti all’anteriore, ponte a portale rovesciato Av 133 dietro. Due le prese per la ricarica nel modello ‘uno’ visto a Flumeri, una all’anteriore e una sul posteriore della fiancata destra (quest’ultima è opzionale). La potenza di ricarica può arrivare fino a 130 kW. Sempre sul veicolo irpino fanno bella mostra di sé le mirrorcam firmate Mobileye (a cui è demandato anche il capitolo Adas), una dotazione disponibile su richiesta in luogo dei canonici specchietti retrovisori.

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