Dall’inizio dell’incubo coronavirus, a marzo 2020, Bergamo è stata in assoluto la città italiana più colpita dall’epidemia.

Abbiamo visto tutti le strazianti immagini delle bare portate via dai camion militari, le proteste dei parenti delle vittime che chiedevano chiarezza. E tutte quelle bandiere di speranza appese ai balconi, spesso rimaste solo speranze.

Proprio vedendo queste bandiere, a Mirko Moretti, proprietario del Moretti Bus Service di Spirano (BG), è venuta un’idea. Un’iniziativa per rendere omaggio alla città di Bergamo, tanto duramente colpita dall’epidemia, in questo momento difficile. E anche per ringraziare gli operatori sanitari, tanto acclamati durante la prima ondata e ora quasi demonizzati.

L’omaggio alle vittime dell’epidemia a Bergamo

Mirko Moretti ha perciò coinvolto nella sua iniziativa anche i colleghi del trasporto privato. Ben 86 aziende di autobus lombarde hanno accettato di partecipare. Un gesto simbolico che omaggia le vittime dell’epidemia a Bergamo, ma denuncia anche le difficoltà di tutti i settori penalizzati dalla pandemia.

Luogo scelto, il parco divertimenti di Leolandia, a Capriate San Gervasio, nella bergamasca, attualmente chiuso secondo gli ultimi DPCM. Una location altrettanto simbolica, dunque. Come ha commentato il presidente di Leolandia Giuseppe Ira, infatti, anche il settore dei parchi divertimento, quanto quello dei bus turistici, ha subìto perdite fino all’80%. Entrambi i comparti sono stati fortemente colpiti dalla crisi e spesso dimenticati dalle istituzioni, tanto da essere esclusi dal Decreto Ristoro.

bergamo epidemia

Il parco divertimenti di Leolandia

È così che nasce così il flash mob delle aziende di bus turistici, omaggio a Bergamo e a tutte le vittime, in modi diversi, dell’epidemia di coronavirus. Il parcheggio del parco si è animato con 86 pullman turistici, in rappresentanza di tutte le imprese di bus bergamasche e lombarde.

In poche ore, gli autisti hanno posizionato i propri mezzi in modo da formare un cuore di dimensioni record. 60 metri di larghezza per 100 di lunghezza, occupando quasi tutto il parcheggio , ripreso poi dall’alto con un drone. Un cuore immenso contro il Covid, in segno di solidarietà alle famiglie delle vittime e al personale medico. E anche un messaggio di speranza per tutti gli operatori del turismo in difficoltà.

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Autobus e parchi, una crisi che non fa sconti a nessuno

Il flash mob organizzato da Moretti insieme ai colleghi, pur ponendosi come omaggio, rappresenta un gesto simbolico forte anche verso le istituzioni.

L’iniziativa, infatti, rappresenta anche un modo per denunciare il drastico calo del fatturato del settore del trasporto privato. Che da febbraio ad oggi, oltre ad accusare perdite fino al 90%, è praticamente fermo.

La pandemia ha provocato grossi danni non solo a livello sanitario, ma anche economico, mettendo in ginocchio più di un settore. Quello turistico risulta fra i più penalizzati: i lockdown e le misure restrittive hanno di fatto reso quasi impossibili gli spostamenti. Ma, mentre le strutture ricettive hanno ottenuto gli aiuti necessari, così non è stato per le imprese dei trasporti.

Per questo, Moretti, intervistato a Radio24, ha espresso la propria disponibilità, come compagnia privata, ad affiancare il trasporto pubblico, sovraffollato e per questo possibile vettore di contagi. Gli autobus turistici, di fatto fermi, potrebbero essere di aiuto per il trasporto scolastico, ad esempio. Sarebbero infatti, oltre che più comodi, estremamente sicuri, in quanto spaziosi e costantemente sanificati. Eppure, la proposta non è stata accolta dal Ministero dei Trasporti, con la motivazione che gli autobus turistici sono troppo grandi per entrare nei centri storici. In realtà, sostiene Moretti, le dimensioni sono le stesse dei bus urbani, con un massimo di 12 metri.

Di fatto, accogliere una simile proposta vorrebbe dire in qualche modo esplicitare che il trasporto pubblico, con i relativi assembramenti, rappresenta al momento un problema irrisolto. E forse non siamo ancora pronti ad ammetterlo.

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