Tempi di guida e di riposo, spiegati bene. Un vademecum per gli organizzatori di gite in bus

di Riccardo Esposito

Di seguito riportiamo un breve schema riassuntivo sulle norme vigenti in materia della tempistica di guida e di riposo a cui gli autisti sono tenuti ad attenersi. Prendendo a prestito da Umberto Eco la definizione di “Lettore Modello”, questo compendio è pensato per tutte quelle persone che pur non occupandosi professionalmente della materia, si trovano nella situazione di dover organizzare una gita o per gli insegnanti/genitori alle prese con la programmazione di un’uscita didattica.

La finalità è di cercare di evitare incomprensioni, cosa purtroppo non rara, tra capigruppo o insegnanti e gli autisti. Il consiglio in ogni caso è di evitare assolutamente proprio per questioni di sicurezza qualsiasi discussione sui tempi di guida e riposo con i conducenti mentre sono alla guida o mentre si accingono ad iniziarla.

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Tempi di guida e di riposo per una gita, fidarsi del driver

La sicurezza di una gita o di un’uscita didattica comincia infatti nel momento della sua programmazione. Fondamentale inoltre è non apportare alcuna modifica, anche minima, per alcun motivo al programma di viaggio una volta che è stato concordato con gli uffici dell’impresa di autoservizi incaricata.
Il consiglio che mi sento di dare è innanzitutto di fidarsi dei conducenti in materia di tempi di guida e riposo. Chi meglio di loro (che rispondono in prima persona con la propria patente e il proprio portafoglio in caso di sanzioni amministrative) ha interesse al rispetto della normativa?

Uno sguardo alla normativa sui tempi di guida e riposo

Il testo che segue, pur cercando di offrire una panoramica quanto più completa possibile, non descrive tuttavia tutte le tipologie di combinazioni di tempi di guida e riposo possibili ma solo le principali combinazioni la cui conoscenza può essere utile a chi non si occupa professionalmente della materia

La normativa (Regolamento Comunità Europea 561/2006) è valida sia per i viaggi in Italia che all’estero ed è la stessa sia per i conducenti di veicoli adibiti al trasporto di persone (bus-minibus con capienza superiore ai 9 posti conducente incluso) che al trasporto di merci con veicoli di massa superiore alle 3,5 t (camion).

Sui veicoli pesanti sia passeggeri che merci è installato un dispositivo chiamato cronotachigrafo che registra ogni movimento minuto per minuto. Viene registrato qualsiasi spostamento anche di brevissima durata. I cronotachigrafi possono essere analogici (sempre meno diffusi, e sono installati sugli autobus meno recenti, che si basano sulla compilazione dei c.d. “Dischi”) o digitali (installati sui mezzi più recenti) che sono molto più sensibili. Registrano qualsiasi spostamento del mezzo, anche solo di pochi secondi, basta che la ruota del mezzo compia un giro completo. Per fare un esempio se l’autobus sta facendo un periodo di riposo ed è parcheggiato al sole, non può essere spostato nemmeno di tre metri per essere messo all’ombra. Durante i periodi di pausa il veicolo è tenuto alla completa immobilità.

Di cronotachigrafo, carta tachigrafica e regolamenti

Le forze dell’ordine in caso di controllo, possono ordinare all’autista di fornire immediatamente i dati del cronotachigrafo.

L’autista è dotato della c.d. “Carta Tachigrafica”, che va inserita nel cronotachigrafo digitale (per i cronotachigrafi analogici viene compilato a mano il disco con le generalità del conducente).

Il servizio di trasporto, per rispondere ai requisiti di sicurezza, deve obbligatoriamente rispettare il Regolamento CE N. 561/2006 qui di seguito sintetizzato:

1. Tempi di guida: L’autista può guidare per 9 ore giornaliere massime di guida che possono essere elevate a 10 ore giornaliere di guida due volte a settimana fino ad un massimo di 56 ore di guida a settimana (4 giornate da 9 ore e 2 giornate da 10 ore) fino ad un massimo di 90 ore di guida nell’arco di due settimane consecutive. Per cui nel periodo di due settimane preso in esame, se nella prima settimana ha guidato per il periodo massimo consentito di 56 ore nella seconda settimana potrà guidare per un massimo di 34 ore.

Attenzione: il limite delle 90 ore si riferisce a qualunque periodo di due settimane consecutive. Quindi tale vincolo delle 90 ore bisettimanali deve essere rispettato per ogni coppia di settimane esistente, e quindi prendendo in esame sia la settimana precedente che quella successiva alla settimana in oggetto. Per settimana si intende il periodo tra le 00:00 del lunedì e le 24:00 delle domenica.

2. Soste: (ad es. quelle in Area di Servizio) Riposo di 45’ consecutivi ogni 4h30’ di guida oppure 2 pause, inderogabilmente di almeno 15’ e 30’ ciascuna, all’interno delle 4h30’ di guida

ATTENZIONE – Non si può invertire per nessun motivo l’ordine delle pause da 15’ e da 30’.
La seconda pausa deve essere obbligatoriamente di 30’ anche se la prima sosta è durata più di 15’ minuti.

3. Riposo giornaliero (notturno). Può essere un riposo di tipo regolare (vale a dire 11 ore consecutive ed ininterrotte oppure due periodi di 3 + 9 ore, sempre ininterrotte), oppure un riposo di tipo ridotto: tre volte a settimana può essere inferiore alle 11 ore, ma comunque mai inferiore alle 9 ore ininterrotte.

Per cui un periodo di riposo di 9 ore è considerato come “stacco” tra due giornate lavorative, purché il conducente possa disporre liberamente di tale periodo. Se l’autobus non è provvisto di cuccetta, dovrà essere fornito all’autista una camera di riposo presso un albergo di cui dovrà essere conservata la fattura/ricevuta fiscale da esibire in caso di controllo.

4. Disponibilità giornaliera del conducente (c.d. “impegno”) noto anche come “Impiego massimo giornaliero” Fermo restando il rispetto delle ore di guida di cui al punto 1), l’impegno giornaliero massimo del conducente è di 15 ore a condizione che durante queste abbia un riposo di almeno 3 ore consecutive. Senza le 3 ore consecutive di sosta la disponibilità giornaliera del conducente si riduce a 13 ore. Il tempo di impegno giornaliero viene calcolato da quando l’autista esce dalla rimessa con il mezzo a quando ne fa ritorno. Non viene conteggiato dal punto di carico del gruppo al punto di scarico del gruppo. Per cui ad es. se il carico del gruppo avviene in Piazza Loreto a Milano, l’impegno giornaliero dell’autista si calcola da quando esce dalla rimessa.

Per cui dopo un periodo di impegno giornaliero di 13 ore, l’autista dovrà riposare 11 ore (completando così la giornata che è composta di 24 ore, 13+11= 24 infatti)

Dopo un periodo di impegno di 15 ore (possibile se ha osservato all’interno una pausa di almeno 3 ore ininterrotte) l’autista dovrà riposare 9 ore. (completando così la “giornata” che è di 24 ore, infatti 15+9=24)

5. Impiego di un secondo autista: qualora vengano utilizzati due conducenti che si alternano alla guida, l’impegno massimo giornaliero è di 21 ore (da considerarsi dalla partenza dal deposito e ritorno al deposito).Per la prima ora di multipresenza la presenza di un secondo conducente è facoltativa, ma per il resto del periodo è obbligatoria.

Per servizi il cui impegno massimo supera le 21 ore (sempre calcolate dal momento di uscita dalla rimessa al momento in cui gli autisti riportano la vettura in rimessa) è necessario un terzo autista o un c.d. “Autista di spinta”.

6. Autista di spinta: con questo termine si indica il secondo autista o il terzo autista che compie solo una parte del tragitto. Ad es. servizio Milano-Roma: E’ considerato autista di spinta l’autista che compie il percorso Milano-Bologna e a Bologna scende dalla vettura, e viene sostituito da un collega (tornerà a Milano in treno o con altro mezzo di trasporto o dormirà a Bologna per fare il giorno successivo un altro servizio ecc.).

7. Riposo settimanale –Si intende il riposo necessario dopo che sono trascorsi 6 periodi di 24 ore (6 gg.)

Riposo di tipo regolare: pari a 45 ore ininterrotte. Riposo di tipo ridotto: minimo 24 ore ininterrotte, la differenza con relativa maggiorazione dovrà essere recuperata entro le 3 settimane successive.

Tempi di guida e di riposo, evitare variazioni all’ultimo

I signori viaggiatori, i tour leader o gli insegnanti accompagnatori di gite scolastiche devono essere quindi comprensivi nei confronti degli autisti qualora non fossero in grado di prolungare una visita o effettuare una deviazione, magari richiesta anche all’ultimo momento, ed in particolare modo serale/notturna.

Nel caso di violazione delle norme sopra citate, in base all’art. 174 Cds, è stabilito che, in caso di violazione dello stesso l’organo accertatore, oltre all’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, ritirerà temporaneamente i documenti di guida ed intimerà il conducente di non proseguire il viaggio se non dopo aver effettuato i prescritti periodi d’interruzione o di riposo ed il veicolo verrà condotto il luogo idoneo per la sosta, dove dovrà permanere per il periodo necessario. Una volta osservato il periodo prescritto, il conducente, espressamente autorizzato nel verbale di contestazione, può ritirare i documenti presso il comando o l’ufficio indicati nel verbale stesso.

Non rientra nella normativa sui tempi di guida e riposo ma è utile da sapere inoltre quanto segue:
i bagagli, per motivi di sicurezza, devono essere alloggiati esclusivamente nel baule del bus e non al piano passeggeri, questo per rendere più sicura l’eventuale evacuazione in caso di emergenza.Pensate a come uno zaino ingombrante in caso di emergenza potrebbe far perdere tempo prezioso per abbandonare il bus. L’eventuale bagaglio a mano deve essere di piccole dimensioni in modo da poter essere alloggiato nella cappelliera del soffitto del bus.

2020-03-09T09:01:42+01:009 Marzo 2020|Categorie: BLOG|
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