La Liguria limita anche gli arrivi in treno. I bus del mare non sono gli unici nemici

di Riccardo Esposito

Il territorio ligure a un paio d’ore dalle grandi città soffre da sempre del problema del cosiddetto “overtourism” (traducibile con “sovraturismo“), ovvero un afflusso ingente di non residenti legato in particolare al turismo di giornata. Finora sul banco degli imputati erano finiti i cosiddetti “Bus del mare”, gite in giornata low cost organizzate in bus che negli ultimi anni hanno conosciuto una rinascita grazie al mondo dei social networks e agli strumenti del digital Marketing.

La diffusione delle ztl per arginare i bus del mare

Sono quindi così nate ZTL bus in particolare in quei comuni in cui per caratteristiche orografiche l’accesso ai bus è oggettivamente difficile come Lerici o Portovenere o come Portofino, Santa Margherita e Rapallo che hanno unito le forze per offrire una “soluzione di comprensorio”.

Per quanto riguarda le Cinque Terre, territorio che attrae ben 3 milioni e mezzo di turisti/anno nei suoi stretti borghi a finire sul banco degli imputati non è l’autobus ma a sorpresa il treno.
Questo innanzitutto per un ovvio limite orografico per cui, con la sola parziale eccezione di Monterosso, l’accesso in bus nei cinque borghi è di fatto quasi impossibile.

Cinque Terre, il Comune contro le ferrovie

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria ha pronunciato una sentenza, pubblicata il 26/06/19 sul ricorso proposto da Trenitalia s.pa e Rete Ferroviaria Italiana Spa (R.F.I) contro il comune di Riomaggiore per l’annullamento, previa sospensione, dell’ordinanza del Sindaco di Riomaggiore n. 7 del 13.4.2019 avente ad oggetto applicazione del Piano speditivo di protezione civile rischio idrogeologico […] e, quindi, la “regolamentazione della gestione dei flussi turistici “Cinque Terre” – adozione di misure di sicurezza a tutela della pubblica incolumità per il periodo di durata della stagione turistica dal 20.4.2019 al 30.9.2019” con ordine alle società Trenitalia ed RFI Rete Ferroviaria Italiana. In parole spicce, il comune con tale ordinanza intendeva imporre alle Ferrovie un numero massimo di stazione che possono sostare nell’area della stazione. La sentenza del Tar ha annullato l’ordinanza comunale.

La galleria della stazione di Manarola, un pericolo

A questo punto è necessario fare un chiarimento: da un punto di vista amministrativo Manarola è una frazione del comune di Riomaggiore. Il borgo di Manarola è collegato alla relativa stazione ferroviaria da una stretta galleria pedonale che nei momenti di picco di presenze di turisti diviene difficilmente transitabile. E manco a dirlo in caso di emergenza si creerebbe una situazione di grave pericolo.
Nelle parole dei giudici amministrativi: “E’ circostanza nota a tutti coloro che vivono nella Regione Liguria il problema “stagionale” del rilevante afflusso di persone, specialmente, nei mesi estivi […]

Infatti, oltre ad avere una ridotta superficie territoriale, le Cinque Terre tutte e Riomaggiore e Manarola nella specie, sono dotate di una infrastruttura ferroviaria e di accesso alla medesima che inevitabilmente “sconta” le caratteristiche stesse dei luoghi, le quali, se, da un lato, costituiscono un indubbio motivo di fascino ed attrazione turistica, dall’altro lato, pongono dei problemi di compatibilità con un mercato in via di espansione e che deve essere, quindi, necessariamente regolamentato.

Il Tar: libertà di circolazione, sempre!

Significativo è il fatto che nella sentenza del Tar si richiami il primo comma dell’art 16 della Costituzione, riguardante la libertà di circolazione e soggiorno: “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche”

Così come anche il primo comma dell’art. 120 sempre della Costituzione: “La Regione non può istituire dazi di importazione o esportazione o transito tra le Regioni, né adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni, né limitare l’esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale.”

Sempre nelle parole della sentenza: “tra le poche operazioni concrete indicate dal piano quali misure che il Comune può adottare vi è quella dell’<<attivazione dei responsabili dei flussi turistici via terra, mare e ferrovia al fine di provvedere alla gestione del flusso dei turisti nelle aree di loro competenza e impedire l’accesso degli stessi verso aree sature>> […]
L’illegittimità dell’ordinanza impugnata si palesa sotto il profilo strettamente contenutistico, il cui difetto determina altresì l’impossibilità di apprezzare compiutamente la compatibilità di quanto disposto dal Sindaco a carico di Trenitalia ed RFI con i principi di competenza, temporaneità, proporzionalità, ragionevolezza ed efficacia[…]

Nei limiti e per le ragioni sopra indicate, quindi, l’ordinanza n. 7 del 2019 emessa dal Sindaco di Riomaggiore in data 13.4.2019 deve essere annullata. QUI il testo completo della sentenza.

Liguria, il day after

Significativo quindi il fatto è che nell’ordinanza del comune di Riomaggiore si pensi a una limitazione dell’overtourism parlando di una limitazione dei flussi di turisti che utilizzano treno o traghetti. Finora su tutti valga il caso di Roma, di Firenze o della stessa Venezia: sul banco degli imputati c’era sempre come mezzo di trasporto incriminato il bus. Questa considerazione va ovviamente ponderata sulla pressoché oggettiva impossibilità di raggiungere le Cinque Terre in autobus. Tra l’altro da un punto di vista logistico era ormai diventato normale per i bus operator scaricare i passeggeri (previo pagamento ZTL BUS) alla stazione di Levanto o di La Spezia Centrale. In questi due casi le ztl bus sono state istituite non tanto per regolamentare l’accesso dei turisti ai rispettivi territori comunali (che pure sono bellissimi) ma di fatto per disciplinare il trasbordo transmodale gomma-ferro per raggiungere le Cinque Terre in treno.

I bus del mare, una vecchia storia (di polemiche)

Purtroppo non sono in Liguria in questi giorni e devo limitarmi quindi a seguire gli immancabili “Mugugni” via social networks e forum dove hanno trovato un habitat molto fertile. Ciclicamente ogni anno si ripropone il dibattito sui “Bus del mare”, con gli operatori turistici e i proprietari di seconde case che storcono il naso di fronte ai “Turisti di giornata” low cost scaricati dai torpedoni.

Polemiche che sono particolarmente forti nel levante ligure, in particolare in quelle ormai poche località, su tutte Sestri Levante, che al momento non hanno ancora istituito ztl bus e che nei weekend sono una delle destinazioni più gettonate.

Bus del mare, i casi di abusivismo

Come riporta il quotidiano La Stampa ci sono importanti novità su questo fronte, con l’intervento del Cavap, il Comitato Agenti Viaggio Alessandria e Provincia che ha denunciato situazioni di abusivismo che hanno portato all’emissione di significative sanzioni. Nelle parole del quotidiano piemontese “È il caso del sito internet aperto da una signora straniera di Serravalle Scrivia che fino all’anno scorso organizzava tra Piemonte e Liguria viaggi e gite assolutamente al di fuori della norma.”

La segnalazione è stata inoltrata per gli aspetti di loro competenza anche all’ ufficio provinciale del Lavoro, all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza di Novi Ligure.

Sul settore cresciuto a dismisura negli ultimi anni grazie a social e al web 2.0 potenzialmente pende inoltre un’altra spada di Damocle. Le storiche imprese di autolinee lombarde e piemontesi titolari di regolari autorizzazioni per servizi di linea con i comuni rivieraschi della Liguria avrebbero infatti tutto l’interesse legittimo a segnalare a chi di dovere casi di palese violazione della normativa in materia che al netto della rivoluzione digital e della sharing mobility comunque rimane in vigore.

2019-07-26T12:24:08+00:009 Luglio 2019|Categorie: BLOG|Tag: |