La concorrenza arriva da est. Il settore dei tour in autobus messo alle strette

di Riccardo Esposito

Nel mercato dei tour in autobus aumenta inesorabilmente la concorrenza delle aziende dell’est Europa, un ulteriore problema per le imprese di autoservizi italiane.

Sempre più spesso nei parcheggi bus delle destinazioni turistiche si vedono pullman con la targa di paesi dell’est Europa, in particolare della Polonia e dell’Ungheria ma anche sloveni e romeni. E il fenomeno è particolarmente forte in alcuni segmenti del mercato turismo, in particolare in quello dei tour di turisti orientali.

Fermo restando che per ora nel settore del trasporto persone non si è ancora osservata quella “gold rush” verso il “Far East” che invece ha riguardato il settore “cugino” del trasporto merci, come si può notare nei parcheggi delle aree di servizio autostradali o degli interporti dove ormai i camion “battenti bandiera” dei paesi dell’est costituiscono la maggioranza dei mezzi pesanti presenti.

Lo spostamento verso est: le cause

Sempre al contrario di quanto successo nel settore camion, nel settore trasporto persone e dei tour in autobus non si è assistito alla massiccia immatricolazione di flotte di aziende italiane con targhe estere intestando i mezzi a filiali costituite in quei paesi con relative ragioni sociali e relativa assunzione dei conducenti con gli inquadramenti giuslavoristici previsti dai contratti di lavoro locali. Sono stati relativamente pochi i casi di aziende italiane che hanno costituito filiali in paesi dell’est, così come pochi sono stati i casi di “delocalizzazione”.

La grande richiesta di conducenti è stata tamponata nei paesi dell’Europa Occidentale fin dagli anni novanta in poi ricorrendo sempre più al mercato del lavoro dei paesi dell’est dove le “professioni del volante”, hanno ancora un certo appeal per chi è in cerca di lavoro.

La “Libera circolazione dei servizi”, uno dei pilastri su cui si fonda la normativa Europea ha poi fatto il resto, anche perché i paesi un tempo oltre l’ex cortina di ferro sono ormai parte dell’Unione Europea da numerosi anni, alcuni come Polonia e Ungheria da 16 anni, dall’ormai lontano 2004.

Tour in autobus e concorrenza da est. 2009, la svolta

Un punto di svolta a livello di normativa comunitaria è stata anche l’emanazione del regolamento (CE) n. 1073/2009, ben conosciuta dagli autisti perché ha introdotto la “Licenza comunitaria” e i c.d. “Fogli di viaggio” art.700. Tale regolamento ha anche liberalizzato l’effettuazione di trasporti di cabotaggio in forma di servizi occasionali in paesi diversi dal proprio.

Le imprese dell’Est Europa godono inoltre di una tassazione inferiore rispetto a quelle dei paesi dell’Europa occidentale, senza dimenticarsi che operano in paesi dove il costo di carburanti, tasse di circolazione, assicurazioni, manutenzione per non parlare del c.d. “costo del lavoro” sono inferiori. Un ulteriore elemento di vantaggio competitivo è costituito dal fatto che i paesi dell’est hanno saputo sfruttare molto bene i fondi europei a disposizione.

Una perdita per l’intero sistema turistico italiano

I grandi tour operator internazionali organizzatori di tour Europa hanno subito colto la palla al balzo di questo che è un vero e proprio fenomeno di “globalizzazione” sia pur limitato per ora al perimetro dei confini dell’Unione Europea.

Ovviamente è un peccato per l’intera filiera non solo del mercato degli autoservizi ma anche del settore del turismo italiano. Con questo fenomeno perdono appeal i tour leader/accompagnatori italiani, nonché concreto è il rischio che gruppi di turisti orientali o americani, non utilizzino più aeroporti come Malpensa, Fiumicino o Venezia, ma aeroporti dei paesi dell’est. L’Italia grazie alla presenza di destinazioni come Firenze o Venezia che sono dei must per chi visita l’Europa non ha da temere certo l’esclusione in toto dagli itinerari dei tour europei, tuttavia potrebbe avvenire una diminuzione dei pernottamenti nel nostro paese a vantaggio di altri.

Tour in autobus, è sempre più difficile essere competitivi

Per i vettori italiani che gestiscono tour in autobus è molto complicato essere competitivi su un mercato che sempre più è diventato continentale. L’arrivo dal 2015 in poi di nuova committenza del nuovo mercato dei servizi City to City come Flixbus, è curiosamente coinciso con il momento in cui molti bus operators italiani si stavano ritirando dal mercato dei tour Europa.

Lontano sembra quindi il periodo d’oro dei tour europei per le imprese di autoservizi italiane. Tra gli anni settanta e gli anni ottanta eravamo noi italiani ad essere più competitivi sul mercato rispetto ad aziende del Nord Europa (Germania-Olanda-Francia) con un fenomeno che aveva visto affermarsi su tale mercato dapprima imprese del centro Nord (ed in particolare di imprese del bacino di Bergamo-Brescia e del Veneto) e dalla fine degli anni ottanta in poi anche del centro sud ed in particolare della Campania e dell’Abruzzo.

2020-01-17T10:43:30+01:0017 Gennaio 2020|Categorie: BLOG|

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