Guglielminetti, PwC: tpl oltre il post-Covid. Cruciali MaaS e Mobility Manager

“Oggi tutti stanno cercando di capire quanto dura l’emergenza, ma bisogna guardare anche oltre, quello che noi proponiamo serve per affrontare le sfide di oggi, connesse all’emergenza sanitaria, ma è molto utile, direi indispensabile, nella new normal che verrà” parola di Paolo Guglielminetti, Global railway and road transport leader di PwC.

La nota multinazionale della consulenza sta lavorando ad una serie di soluzioni di Smart Mobility Demand Management per rispondere alle sfide del Covid 19 nell’ambito del trasporto pubblico. In particolare, PwC si offre di supportare le aziende di trasporto pubblico nello sviluppo di un sistema tecnologico che, a partire dal monitoraggio del  passenger load factor dei mezzi pubblici, valorizzi al massimo il patrimonio informativo a disposizione.

Tra le tematiche toccate dall’intervista, dall’intelligenza artificiale alla MaaS, spicca la figura del mobility manager, oggetto di un webinar (domani) e di un corso prossimo al lancio.

paolo guglielminetti pwc

Intelligenza artificiale e tpl, secondo PwC

In questo processo giocano un ruolo fondamentale le nuove tecnologie IoT (Internet of Things) e gli algoritmi di Intelligenza Artificiale (IA). “Gli operatori del TPL hanno già delle tecnologie IoT a bordo come ad esempio le telecamere per la sicurezza, queste tecnologie possono essere una base da cui partire per elaborare dati sui livelli di occupazione dei mezzi” precisa Guglielminetti presentando le soluzioni di gestione della raccolta dati in tempo reale sui passeggeri nei mezzi pubblici e nelle stazioni basate proprio sulle tecnologie IoT.

Prosegue Guglielminetti: “Conoscere in tempo reale quante persone ci sono sui mezzi per l’operatore del tpl oggi è fondamentale, da anni c’è l’esigenza di avere dati misurati e non stimati ma purtroppo in pochissimi casi sono presenti sui mezzi pubblici e nelle stazioni del metrò sistemi di rilevazione delle persone questo perché un tempo erano considerati dei “Nice to have”. Questo tipo di dato serve oggi per verificare il rispetto di vincoli di sicurezza sanitaria, ed informare i cittadini con “early warning” sulla potenziale saturazione dei mezzi, ma è fondamentale anche nel medio termine per comunicare agli utenti quando viaggiare in condizioni meno affollate, e per gli operatori per pianificare correttamente ed aggiornare dinamicamente la frequenza e la capacità su ciascuna linea”.

Guglielminetti: prevedere il load factor sul tpl

Un’altra tematica che introduce Guglielminetti nel colloquio con AUTOBUS è cosa intenda PwC per “Tempo reale”: “Per alcuni operatori del tpl dare l’informazione in tempo reale sui propri mezzi non è facile, anche in ragione dei cambiamenti continui della rete per cause previste o eccezionali che rendono difficile abbinare la geolocalizzazione del mezzo con l’itinerario previsto a sistema, ma anche su questo la tecnologia più aiutare: si tratta di dati fondamentali per migliorare l’esperienza dei clienti.”

Le soluzioni di PwC prevedono l’integrazione e l’analisi dei dati grazie ad una piattaforma dedicata e la previsione dei load factor futuri tramite algoritmi di intelligenza artificiale e l’utilizzo degli insight per la gestione del flusso passeggeri, di orari e percorsi della flotta.

Guglielminetti, PwC: incentivare la MaaS

“Il secondo step dopo aver dato all’utente informazioni di affollamento – continua Guglielminetti – è offrire un’alternativa. In ottica COVID è molto interessante lo sviluppo di piattaforme MaaS per permettere di fornire sempre una soluzione di mobilità”.

Riguardo il MaaS Guglielminetti propone un’interessante riflessione: ”La MaaS è una grossa opportunità ma richiede un quadro più incentivante per gli operatori per farne parte. In Italia non abbiamo un quadro di riferimento che induca i 900 operatori del TPL ad aderire a una singola piattaforma. Qualunque app si usi non si hanno tutti i mezzi di trasporto, non si hanno tutti gli operatori. La MaaS deve essere un unico punto di accesso per la mobilità. In Piemonte c’è l’idea di creare un layer in cui gli operatori mettono a disposizione i dati, secondo adeguati formati e livelli di servizio, chiunque poi può utilizzare queste informazioni, e questo approccio andrebbe esteso anche a livello nazionale. Tutti (operatori o gestori di travel platform) possono avere accesso a tutte le informazioni, e possono veicolarle attraverso la propria app. Non possiamo privare gli operatori di avere un frontend, ma dobbiamo favorirne l’integrazione utilizzando la tecnologia.”

Covid19 e timore del trasporto pubblico

Riguardo l’attuale situazione di fase 3 Guglielminetti sottolinea come al momento esista una forte riluttanza dei cittadini a prendere il tpl: “La propensione a viaggiare con il tpl anche da parte di utenti abituati a usare il tpl è diminuita. Noi oggi siamo attorno al 20/25% di utenti del tpl rispetto al periodo pre covid. Il sistema del trasporto pubblico così non può reggere economicamente. Il tpl deve comprendere che se vuole stimolare il ritorno a bordo i passeggeri che aveva prima deve dimostrare agli utenti che, anche grazie alla tecnologia, riesce a gestire la situazione in piena sicurezza».

Prosegue: «L’obiettivo è ridare fiducia a viaggiare sul trasporto pubblico locale. Non siamo in grado di gestire l’utenza che in questa fase ha lasciato il tpl attraverso le sole soluzioni di mobilità individuale, in primis con l’auto privata individuale, per ragioni evidenti di limiti di capacità della rete stradale e di sostenibilità ambientale, né – per fare un esempio – in Lombardia non è ipotizzabile che la gente faccia Treviglio-Milano in bicicletta o in monopattino, anche se queste soluzioni sono certamente utili sulle brevi distanze e per l’ “ultimo miglio””.

Guglielminetti: mobility manager nelle scuole

Concludiamo l’intervista con un accenno a quello che sarà il vero banco di prova per il sistema dei trasporti, ossia la riapertura delle scuole. ”Oggi circa il 30-40% degli utenti del tpl sono pendolari, il 30% studenti e il 20-30% si sposta per altre motivazioni. La rimodulazione degli orari può giocare un ruolo importante, considerando che è più facile attuare il frazionamento degli orari d’ingresso ed uscita per le scuole che per una fabbrica, ma tenendo anche conto che devono essere compatibili per i più piccoli anche con le possibilità di accompagnarlo dei genitori. Perché non immaginare mobility managers delle scuole che possano fornire dati su quante persone arrivano e con che orari? Serve la collaborazione tra le scuole e il mondo del tpl, in quanto – prima di modificare “a tavolino” gli orari di ingresso nelle scuole – è opportuno capire l’effetto sul sistema tenendo conto di dati più precisi ed aggiornati sulla mobilità che ciascuna scuola genera sulle diverse modalità di trasporto. Noi immaginiamo che nelle grandi aree metropolitane i mobility managers delle scuole, delle aziende e delle università diventino molto più importanti, poiché possiedono informazioni cruciali che gli operatori e le agenzia di mobilità non hanno”.

Mobility Manager: ne serviranno migliaia

Infine Guglielminetti commenta l’abbassamento della soglia che fa scattare l’obbligo di avere i mobility managers da 300 a 100 dipendenti per le aziende con sede in città con più di 50.000 abitanti

“E’ un’ottima cosa che il decreto rilancio abbia abbassato il limite. I mobility manager saranno molti di più, ci saranno migliaia di mobility manager. Per rendere efficace questa misura, non si tratta tanto di fare il tavolo, la conferenza dei mobility manager, ma è utile, ad esempio, organizzare una piattaforma di condivisione in cui l’operatore di tpl che sta ripianificando una data linea può capire quali sono i mobility manager più impattati e consultarli per valutare l’impatto. Va – quindi – strutturato un processo per portare a regime questa innovazione, non basta soltanto creare i mobility manager, dobbiamo capire come formarli e come coordinarli.

di Riccardo Esposito

2020-06-18T07:50:29+02:0018 Giugno 2020|Categorie: BLOG|

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