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È il momento dei Mobility Manager

Il DL Rilancio ha abbassato da 300 a 100 dipendenti la soglia dimensionale che obbliga le aziende a nominare un Mobility Manager.

Da ora in poi il Mobility Manager sarà chiamato ad operare in tutte le Aziende con più di 100 dipendenti. Aziende ubicate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia. Cioè, in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti.

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Questa figura era stata prevista con grande lungimiranza già nell’ormai lontano 1998 dal c.d. “Decreto Ronchi”. Era però rimasta ahimè inattuata non essendo previste sanzioni per la mancata nomina.

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Erano state per lo più le filiali italiane di grosse multinazionali estere a nominare nei loro organigramma mobility manager. Multinazionali con headquarter nell’hinterland delle grosse aree metropolitane.

In molti casi, quelli nominati si sono limitati finora per lo più a stringere accordi con gli operatori del trasporto pubblico locale per fare avere abbonamenti con una piccola scontistica ai dipendenti dell’impresa.

Mobility Manager tra forme vecchie e nuove di mobilità

Oggi sul mercato si stanno affermando sempre più nuove forme di mobilità come la micromobilità o la sharing mobility. Tutte soluzioni a disposizione dei mobility manager per cercare di far evitare il ricorso a quello che deve essere il nemico numero uno: l’auto privata individuale.

Nei decenni successivi alla motorizzazione di massa era quasi sembrata una conquista per il lavoratore poter raggiungere il posto di lavoro con la propria macchina. Nella cinematografia rimangono scene di film come quelli della saga di “Fantozzi” dove gli impiegati della Megaditta raggiungono tutti contemporaneamente il grosso parcheggio aziendale. Con l’attuale situazione del Covid tornano in auge anche soluzioni sempre valide come le vecchie e care navette aziendali che oggi vengono riproposte anche in versione 2.0 grazie a soluzioni proposte da startup come Busforfun.com o Busrapido.it in collaborazione con Zeelo.

Mobility Manager e Pmi

La ratio della norma inserita nel DL Rilancio è quella di sensibilizzare anche le medie imprese (da qui il limite abbassato a 100 dipendenti) a (pre)occuparsi di come i propri dipendenti raggiungono il posto di lavoro.

Se nella vecchia società basata sulla grande industria era relativamente più facile gestire questo aspetto grazie a strumenti come appunto le navette aziendali o tramite la pianificazione del tpl oggi la vera sfida è riuscire a portare valide politiche di mobility management nel tessuto imprenditoriale italiano costituito prevalentemente dalla piccola e media impresa.

di Riccardo Esposito

2020-09-12T08:52:58+02:0011 Settembre 2020|Categorie: TPL|
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