Dalla gomma al ferro, dal ferro alla gomma (grazie al digitale)

di Riccardo Esposito

Negli ultimi anni si sta assistendo sempre di più ad operazioni “a chiasmo” nel settore mobility, con operatori che mettono in pratica un vero e proprio “Switch Modale” cercando di capitalizzare il proprio “capitale immateriale” (principalmente know-how e brand awarness) acquisito operando su un dato mezzo di trasporto in tutt’altro mercato.

flixtrain

Flixbus pioniere con Flixtrain…

Per limitarsi alle operazioni più note, non si può non citare Flixbus che ha messo piede (anzi ruota) sulle rotaie tedesche dove ora, su alcune linee sfrecciano (anche) i treni in livrea verde fluo di Flixtrain.

E se sono ormai archiviate le esperienze dello sbarco dell’impresa ferroviaria austriaca OBB nel settore gomma con i bus di Hello o l’operazione Simet-Busitalia Fast, nel nostro paese emette i primi vagiti Itabus.

…e ora Itabus

Quest’ultimo è un costituendo bus operator nella cui compagine sociale si ritrovano alcuni dei soci e dei dirigenti dell’operatore dell’alta velocità ferroviaria Italo-Nuovo Trasporto Viaggiatori in realtà già presente nel mercato della gomma dal 2015 con Italobus, servizio di intermodalità gomma-ferro riservato ai possessori di biglietto Italo. Un servizio nato per collegare città medio-piccole al proprio network ferroviario AV.

Italobus al momento è operato con autobus brandizzati nella stessa livrea amaranto dei corrispettivi convogli ferroviari da alcuni partner come il gruppo Arriva/S.a.b. per le relazione Milano Rogoredo-Bergamo o Trotta bus services s.p.a. per le relazioni da/per le stazioni di Reggio Emilia AV Mediopadana, Napoli Afragola AV e Salerno.

Poche per ora le notizie reperibili su Itabus, anche se dalle fonti consultate sembrerebbe esserci l’intenzione della newco di non limitarsi a proporsi sul solo mercato long haul ma anche in quello del noleggio da rimessa e della gestione dei parcheggi per bus.

Una storia di switch modali

Queste operazioni di switch modale sono state rese possibili da alcuni fattori, in primis la rivoluzione digitale che ha investito il mondo dei trasporti e soprattutto i vari processi di liberalizzazione.

In passato si erano già registrati per certi versi casi simili come ad esempio oltremanica lo sbarco del rivoluzionaria compagnia aerea guidata da Richard Branson sui binari britannici con Virgin Trains.
Sempre tra cielo e ferro era invece stato l’esperimento condotto tra il 1992 e il 1994 da Alitalia che aveva inventato i “Voli di superficie” con collegamenti rapidi con materiale ferroviario dedicato brandizzato e proprio personale (hostess/stweard) sulle relazioni tra la stazione di Roma Fiumicino Aeroporto e le città di Napoli e Firenze.
Tali corse ferroviarie rapide assumevano le sigle di servizio dei voli della compagnia area AZ XXX e tali treni erano riservati ai passeggeri con biglietto Alitalia e sostituivano altrettanti voli.

Il caso Sad

Tuttavia a mio avviso bisogna fare un distinguo tra i casi in cui lo switch modale rimane funzionale alla propria attività core da quelli in cui rappresenta invece uno sbarco in termini di operatività in un altro mercato con un altro mezzo di trasporto.

Sempre in Italia anche nel mercato del tpl negli ultimi quindici anni si è assistito ad un’operazione di successo dalla gomma al ferro. Il principale bus operator altoatesino, Sad s.p.a., manco a dirlo acronimo un tempo di Società Automobilistica Dolomiti si è nel corso di meno di due decenni trasformato da semplice impresa di autoservizi in un operatore multimodale.

Sad Trasporto Locale oggi infatti è un importante player nel mercato ferroviario e nel giro di pochi anni, è passata dalla semplice gestione della Ferrovia del Renon (di fatto una semplice tramvia di alta quota) alla riapertura della ferrovia Merano-Malles (ramo secco chiuso da FS quindi anni prima) e successivamente al restyling della ferrovia della Val Pusteria Fortezza-San Candido fino ad operare poi sull’intera rete ferroviaria della provincia autonoma.

Sad ha dato avvio al processo che ha portato alla riapertura della Merano-Malles alla fine degli anni novanta benchè all’epoca fosse titolare della concessione di trasporto su gomma della corrispondente autolinea parallela alla linea ferroviaria.

L’augurio è che l’esempio altoatesino venga seguito anche in altre regioni d’Italia come ad esempio in Piemonte in cui alcuni bus operator avrebbero un grosso potenziale per un’auspicabile riattivazione di alcune delle tratte ferroviarie soppresse nel 2012.

Verso una nuova mobility: alcune analogie con la rivoluzione del web 2.0

Tali operazioni, di fatto rappresentano anche, ma non solo un tentativo di una sorta di “cross-selling” per cui un operatore X che opera su un dato mercato X1 con un dato mezzo di trasporto tenta di riposizionarsi su un mercato y di tutt’altro mezzo di trasporto con il quale c’è mutua escludibilità e di cui fino all’ingresso in tale mercato y1 gli operatori y che vi operavano rappresentavano i competitors del mercato iniziale di riferimento (x1).

L’analogia che mi viene in mente è con il settore dei media, dove negli ultimi quindici anni i nuovi strumenti digitali hanno portato alla nascita del concetto di crossmedialità, che è stato alla base della rivoluzione del web 2.0 che si è costituito come un vero e proprio nuovo (eco)sistema di comunicazione.

Con il termine crossmedialità, si intende la possibilità di declinare uno stesso content nato originariamente per un dato mezzo di comunicazione su più media, su più piattaforme diverse.

L’era della crossmobilità?

Per analogia oggi si può parlare della nascita di fenomeni di crossmobilità, intendendo con Cross Mobility la capacità di operators di un certo mezzo di trasporto di declinare il loro modus operandi su differenti mercati di differenti mezzi di trasporto. E potenzialmente potrebbero esserci grandi rivoluzioni a livello proprio di sistema della mobilità, senza dimenticarsi la radice greca di tale termine che indica proprio la capacità di stare insieme (suv-istemì).

Per cui oltre alla coesistenza di diverse modalità di trasporto si assisterà potenzialmente a nuove forme di ibridazione e sincretismo tra di esse.

Stesso mezzo, diverse modalità

Non bisogna infine dimenticarsi che a livello di smart mobility uno stesso mezzo di trasporto gioca ruoli diversi a seconda della modalità con cui è utilizzato. Per quanto riguarda ad esempio l’automobile, un conto è l’auto privata individuale e tutt’altro è invece il carpooling. Cambia la modalità (uso singolo Vs coivoturage) ma il mezzo di trasporto in sé rimane lo stesso.

Ma le analogie con la rivoluzione del web 2.0 non finiscono qui. Fino ai primi anni 2000 si parlava di Mass Media monodirezionali, con pochi emittenti ed editori impegnati nella produzione di contenuti che venivano fruiti più o meno passivamente da una moltitudine di fruitori indifferenziata. Con l’avvento del web 2.0 e dei social networks in particolare si è vista la nascita di una figura indicata con il neologismo di Prosumer, ossia un consumer (consumatore) che all’occorrenza diventa anche producer dei contenuti. Nnella definizione di wikipedia: “[..]si riferisce ad un utente che, svincolandosi dal classico ruolo passivo, assume un ruolo attivo nel processo che coinvolge le fasi di creazione, produzione, distribuzione e consumo, fornendo quindi gratuitamente contenuti che possono venire sfruttati dall’azienda stessa”.

L’operazione Blablabus

Con la diffusione delle piattaforme di carpooling, su tutte Blablacar, gli utenti rivestono questo ruolo di prosumer, potendo potenzialmente essere sia semplici viaggiatori che, nel caso in cui siano automuniti e patentati ricoprire il ruolo di “producer” della soluzione di trasporto.

In tutto questo, degno di nota è il fatto che l’ormai ex startup di sharing mobility Blablacar con il debutto di Blablabus paradossalmente proponga ora un ritorno ad un modello di “classica” Smart Mobility nel settore dei bus long haul declinata nella formula che potrebbe essere definita “Paradigma Flixbus”.

Il tutto manco a dirlo nell’ambito di un’operazione che ha visto Blablacar acquisire il controllo di Ouibus, il coach operator già fondato da quello che attualmente è uno dei più grandi operatori europei del mondo dei trasporti, SNCF, originariamente gestore della rete ferroviaria francese che nell’operazione Blablabus riveste un importantissimo ruolo di stakeholder.

2019-07-26T12:38:20+00:0017 Luglio 2019|Categorie: BLOG|Tag: , |

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