Autobus per eventi, le startup le vere protagoniste

Autobus per eventi. In contemporanea al ‘boom’ del trasporto a lunga percorrenza un’altra rivoluzione ha investito il settore dei viaggi. E anche in questo caso l’autobus è il protagonista. Si tratta della vendita di biglietti attraverso piattaforme digitali per eventi speciali: concerti, festival o competizioni sportive. Nel settembre 2015 si è svolto l’evento musicale che ha dato il via al fenomeno, ossia il concerto di Ligabue a Campovolo. Anche se più contenuta rispetto al fenomeno Flixbus, questa rivoluzione è stata possibile grazie alla combinazione di due fattori. Il primo è la consacrazione dell’autobus gran turismo come mezzo che espande i propri confini al di fuori degli ambiti del noleggio e il secondo è rappresentato dal proliferare di startup specializzate.

Autobus per eventi

Autobus per eventi, ecco il processo di vendita

L’innovazione nel settore è partita nel 2015 quando sono apparse sul mercato alcune startup specializzate capaci di ‘agglutinare’ persone interessate a un determinato evento affidando poi lo svolgimento del servizio a bus operators. Queste nuove realtà sono a tutti gli effetti delle Ota ossia delle Online Travel Agency attive nel settore della sharing mobility e presentano alcune caratteristiche comuni tra loro.
Non è facile stabilire la primogenitura o attribuire titoli di first mover. Indubbia protagonista del settore e attuale principale player è Eventi in bus con quartier generale al confine tra Toscana e Liguria. Presenza fissa nei piazzali di palazzetti degli sport e stadi sono anche la veneziana Busforfun e Gogobus. A questo gruppo di startup, non dotate di una propria flotta di bus, si affiancano altre realtà che invece, pur commissionando in base alle loro necessità servizi a terzi vettori, hanno un parco vetture proprio o di imprese a loro collegate come la garfagnina Happy Bus, la milanese Club Magellano, la torinese Buustle e la marchigiana bus-concerti.it by Luberti Bus.

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Autobus per eventi, tutto gira nel web

Cuore pulsante nonchè asset principale di tutte queste startup è il sito internet, con domini che contengono al loro interno la parola ‘bus’ e altri termini che fanno riferimento agli eventi/concerti o al divertimento. Generalmente si tratta di siti realizzati ad hoc da sviluppatori interni o da web agency e il cui back-end (ossia il ‘dietro le quinte’ non visibile al pubblico) di fatto è a tutti gli effetti un vero e proprio software gestionale. Nonostante nel 2015 ci fosse una grande attenzione al mondo delle app (specialmente nel settore mobility per via del successo di Uber e Blablacar), nel settore degli autobus per eventi speciali la modalità principale di vendita, anche quando avviene tramite device mobile, è rimasta web based.

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Autobus per eventi, ecco il processo di vendita

Al momento dell’acquisto on line il cliente riceve una ricevuta di viaggio (non essendo un servizio di linea non si può usare il termine ‘biglietto’) con il riepilogo degli orari di partenza e arrivo, l’indicazione dettagliata del luogo di fermata e spesso il nome del vettore incaricato di svolgere il servizio. Al fine di ottimizzare gli itinerari, ma anche di evitare i balzelli di Ztl e affini, per le fermate intermedie (il carico/scarico viene effettuato su stalli tpl) si opta per aree nelle immediate vicinanze di caselli autostradali o punti con viabilità ad alto scorrimento in luoghi con ampia disponibilità di parcheggio gratuito e raggiungibili con i mezzi pubblici al fine di favorire l’intermodalità.

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Autobus per eventi, tutto fatto a regola

Grande attenzione viene posta nella definizione degli orari, programmati ovviamente nel rispetto della normativa sui tempi di guida e riposo, spesso con la formula della doppia pausa 30’ più 15’, con la prima pausa ‘mimetizzata’ come sosta caffè in area di servizio e la seconda in una normale fermata. Altre variabili che possono influire sugli effettivi tempi di percorrenza sono ovviamente il numero concreto di fermate effettuate al momento della corsa (in assenza di passeggeri in salita/discesa il bus prosegue la sua corsa) e le condizioni di traffico non solo in itinere ma soprattutto quelle nelle immediate vicinanze dei luoghi di svolgimento degli eventi.

Proprio per evitare gli immancabili ingorghi, generalmente, nel caso di concerti in prima serata, l’arrivo dei bus è programmato attorno alle ore 14, orario in cui di solito avviene l’apertura dei cancelli. Nonostante questa accortezza, quasi sempre viene data la possibilità di comprare il solo ritorno in quanto i molti fan sono soliti mettersi in fila ancora prima se non addirittura accamparsi la notte precedente. Proprio per questo motivo alcuni player, soprattutto per eventi di un certo rilevo, propongono due o tre opzioni in termini di orari di arrivo. Il ritorno invece è sempre programmato tra mezzanotte e l’una, (viene quindi effettuata la pausa delle 9 ore con ampio margine) in una fascia oraria in cui l’offerta di mezzi di trasporto di linea, sia gomma sia ferro, è di fatto quasi nulla.

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Autobus per eventi, un successo annunciato

È proprio questo elemento, insieme alla possibilità di raggiungere direttamente il luogo di svolgimento delle esibizioni e non la stazione ferroviaria o il terminal bus lunga percorrenza o l’aeroporto a spiegare il successo della formula, benché le tariffe, spesso proposte con la formula del ‘prezzo dinamico’, cioè varia a seconda del coefficiente di riempimento del bus, siano più alte rispetto ai servizi di linea. Altro vantaggio della formula è la sua caratteristica di offerta flessibile ‘swing’ attivabile ad hoc per il singolo evento con una flessibilità inimmaginabile per altri servizi di linea, in primis quello ferroviario.

Autobus per eventi, la crescita è dietro l’angolo

I margini di crescita nel settore sono molto alti, una verifica molto empirica la può fare ciascuno di noi contando il numero di bus parcheggiati durante le varie tappe delle tournèe nei parcheggi di stadi e palazzetti degli sport. Secondo alcuni studi, infatti, oggi non più del 4 per cento circa degli spettatori si sposta utilizzando questa modalità. Nell’ottica di una vera smart mobility e al fine di disincentivare il ricorso all’auto privata individuale, i bus per eventi dovrebbero godere di facilitazioni almeno a livello di percorsi di viabilità preferenziali nelle immediate vicinanze dei luoghi di svolgimento delle manifestazioni live, nonché di parcheggi il più vicino possibile. L’auspicio è che gli stessi organizzatori dei tour nonché gli enti competenti coinvolti favoriscano concretamente l’uso dell’autobus rispetto alle automobili, per via degli indubbi vantaggi sulla viabilità e sul numero dei parcheggi necessari.

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Autobus per eventi, come aumentare i volumi

Per le imprese di autoservizi, gli organizzatori dei bus per eventi possono essere una nuova committenza su cui puntare anche per via della sua complementarietà da un punto di vista di calendario in quanto il grosso dei concerti è concentrato nel periodo tra giugno e settembre, permettendo quindi di utilizzare vetture solitamente dedicate ad appalti di trasporto alunni o al turismo scolastico. Su questo mercato inoltre sono molto apprezzati i bus a due piani per via dell’ottimizzazione dei costi dell’accompagnatore e di spazi e spese di parcheggio.
Il rapporto economico tra startup committenti e bus operator viene regolato con il classico pagamento del prezzo concordato per il servizio con la formula ‘vuoto per pieno’.
Paradossalmente il fatto che il gruppo non sia precostituito favorisce una sorta di controllo sociale reciproco per cui non conoscendosi i passeggeri tra di loro, non scattano fenomeni di omertà o di copertura reciproca che favoriscono fenomeni come vandalismo a bordo o aggressività verso il conducente. Un’ulteriore garanzia è inoltre costituita dalla presenza dell’accompagnatore facilmente individuabile in quanto vestito con l’immancabile t-shirt brandizzata e rigorosamente seduto sul posto hostess si occupa della spunta della lista viaggiatori e del relativo controllo dei voucher di viaggio.

Per Vasco Rossi? L’autobus per eventi è il top

A consacrare il successo della formula è stato il Vasco Modena Park dello scorso 1 Luglio dove i bus organizzati con la formula della social bus mobility sono stati circa 600 su un totale di oltre mille vetture complessivamente presenti.
Questa formula, nata per i concerti, è stata poi replicata anche per le grosse competizioni sportive come i gran premi di Motogp del Mugello e di Misano Adriatico. Altro campo di applicazione del ‘format’ è stato per le gite in giornata verso i parchi di divertimento, Gardaland in primis, con offerte combinate bus più biglietto d’ingresso, portando una ventata di novità in un settore storicamente dominato dai gruppi precostituiti da parte degli oratori. Consolidato inoltre è il successo di tale modalità di trasporto in occasione di Luccacomics, un successo derivante anche da fatto che la splendida cittadina toscana non è lambita da ferrovie e autostrade.

L’autobus per eventi? Un’idea tutta italiana

D’estate invece la destinazione dei bus di alcune di queste startup diventano le spiagge della Liguria con partenze da Milano e soprattutto da Torino, con prezzi concorrenziali rispetto al treno e ai servizi di linea su gomma (che quasi mai hanno orari comodi per gite in giornata). Naturale prodotto corrispondente invernale sono invece i ‘bus della neve’ anche se questo settore almeno nel Nord Italia è ancora saldamente in mano agli Sci-Club o a startup monoprodotto/stagionali, su tutte valga il successo per le partenze all’ombra della Madonnina di Bardonecchia Shuttle e SandoBus. Si registrano infine timidi tentativi di extension della formula verso il settore del trasporto dei partecipanti ai concorsi pubblici, in primis nel settore della sanità, che storicamente registrano flussi interessanti in direzione Sud-Nord, anche se i volumi più interessanti sono stati sviluppati da un’altra startup monoprodotto, la salernitana Bus To Go. Non si può non notare che anche questa rivoluzione è stata “esogena” ossia compiuta, almeno inizialmente, da attori esterni al settore del trasporto su gomma e non promossa da consorzi tra bus operator o associazioni di categoria. Non senza una punta di orgoglio nazionale non può che far piacere il fatto che tutte le startup coinvolte siano italiane.

Riccardo Esposito

2018-11-23T14:33:47+00:007 Marzo 2018|Categorie: BLOG|Tag: , |

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