Appalti di trasporto scolastico: un brutto passo indietro. La lettera di Scambus a Conte

Riceviamo e pubblichiamo una lettera scritta da Luca Malfer titolare assieme al padre e al fratello del bus operator Scambus di Monza. Scambus, azienda sempre attenta agli aggiornamenti normativi, è una delle imprese di autoservizi attive nel settore del trasporto scolastico preoccupate per la proposta di modifica dell’art. 92.4 del decreto legge Cura Italia (d.l. 18/2020 convertito in legge 24 Aprile 2020 n. 27) che prevedeva il pagamento dell’appaltatore anche in caso di sospensione del servizio di trasporto scolastico.

scambus trasporto scolastico

L’articolo recitava così:

4-bis. Al fine di contenere gli effetti negativi dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e delle misure di contrasto alla diffusione del virus sui gestori di servizi di trasporto pubblico locale e regionale e di trasporto scolastico, non possono essere applicate dai committenti dei predetti servizi, anche laddove negozialmente previste, decurtazioni di corrispettivo, né sanzioni o penali in ragione delle minori corse effettuate o delle minori percorrenze realizzate a decorrere dal 23 febbraio 2020 e fino al 31 dicembre 2020. Le disposizioni del presente comma non si applicano al trasporto ferroviario passeggeri di lunga percorrenza e ai servizi ferroviari interregionali indivisi.

Nella bozza del Decreto Rilancio di prossima emissione, all’articolo 116 si propone di sopprimere le parole “e di trasporto scolastico” da tale art. 92 comma 4bis della legge 27/2020 (conversione Cura Italia), escludendo di fatto la possibilità per le imprese che effettuano trasporto scolastico, di beneficiare dei corrispettivi dovuti anche durante la sospensione. La medesima modifica ha scatenato la petizione firmata da 50 aziende del settore per oltre 2.300 dipendenti.

A seguire la lettera firmata da Luca Malfer di Scambus.

Riccardo Esposito

 

Buon giorno Presidente Conte,

Sono Luca Malfer, titolare con mio fratello e mio padre di una società di trasporto persone che compie in questi anni 60 anni di attività.
Abbiamo sulle spalle la responsabilità di quasi 30 persone come dipendenti e molti altri come liberi professionisti.
Spero che questa mail possa arrivarle e che la trovi disponibile a valutare quanto vorrei esprimerle.
Il momento è sicuramente quanto mai drammatico e io ne sono consapevole.
Mia moglie ha lavorato fino a pochi giorni fa in terapia intensiva descrivendomi scenari di guerra ma anche noi stiamo combattendo.

Vorrei dirle che ho grande fiducia in Lei e nelle Sue capacità. Sono sicuro che la Sua sfortuna di guidare un paese fantastico come il nostro in un momento tanto difficile, sia per noi una vera benedizione che salva da estremismi e faziosità.
Con questo però vorrei anche dirle che se con il decreto Cura Italia ci avevate salvato disponendo, mediante l’art 92 il pagamento delle fatture da parte dei Comuni anche delle linee non effettuate, con il D L Rilancio quell’articolo viene modificato cancellando la dicitura Trasporto Scolastico.
La modifica di fatto impedisce ai Comuni di effettuare qualsiasi pagamento e a noi di fatturare nonostante si era già arrivati ad accordi di sconti e proroghe per garantire la continuità per i prossimi anni di servizi così importanti.
Faccio parte di alcune associazioni di categoria del settore che erano entusiaste della capacità espressa dal Governo di garantire la sopravvivenza di noi società dedicate ai servizi scolastici considerando l’articolo un ammortizzatore sociale, ma con questa ultima bozza di decreto il mondo ci è crollato addosso.
Siamo tutti sicuri che nessuno di noi potrà sopravvivere senza poter fatturare e che sia sicuramente meglio chiudere al più presto prima che si riattivino leasing, mutui, assicurazioni ecc.

Non siamo abituati a chiedere aiuti nel nostro settore anzi siamo sempre in prima linea per riuscire a dare un servizio essenziale e delicato come il trasporto dei bambini che sono e saranno il bene più prezioso del nostro paese.
All’improvviso ci siamo trovati dall’organizzare la ripartenza delle scuole dopo le festività e la stagione in procinto di partire con gite scolastiche, a un totale blocco che si protraeva con scadenze incerte.
Viviamo tra obbligo di adeguare i veicoli a norme antinquinamento sempre più esigenti e guadagni sempre più esigui ma questo non ci ferma, anzi con forza siamo uno dei pochi settori che non risente di problemi occupazionali e anzi continua la ricerca di nuovo personale per incrementare gli organici.
Ci stiamo impegnando per garantire la sicurezza sanitaria sui nostri veicoli .
Avrà sicuramente un costo non trascurabile in un momento come questo, ma saremo pronti a tutto per quando ci verrà chiesto di ripartire.

Oggi ci attende una nuova sfida: la nostra sopravvivenza e quella dei nostri dipendenti, in pericolo con l approvazione del decreto rilancio che obbligherà le aziende a chiudere.
Dateci la possibilità di sopravvivere.

Leg Rapp. SCAMBUS

Luca Malfer

2020-05-13T08:54:01+02:0013 Maggio 2020|Categorie: BLOG|
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